Hortus Temporarius si prefigge un duplice scopo: da un lato di creare una sorta di “introduzione” alla mostra-mercato dei fiori e dall’altro di familiarizzare il visitatore con soluzioni paesaggistiche contemporanee: il visitatore è posto di fronte alla questione di cosa veramente significhi creare un giardino oggi, momento storico di crisi non solo economica ma anche, e forse maggiormente, culturale ed ambientale. Inoltre, questo hortus nasce dalla ferma convinzione che obiettivo dei progettisti del verde non sia quello di “produrre chaos, perchè esso emerge da sè” [Dieter Kienast], ma bensì creare luoghi ricchi di senso e significato, luoghi sensuali.
salve,
ReplyDeletearrivo al tuo blog da Blotanist, in cui non è inserito, ma che ha un link indiretto.
Mi piace perchè semplice e lineare.
Il discorso mi pare molto interessante: Il verde non è solo arredo e non deve essere arredo "lussuoso".L'uso di specie comuni è in controtendenza rispetto alla ricerca di piante da collezionisti, spesso fuori luogo e che difficilmente sopravvivono.
Potresti farne un elenco, con delle foto a fine lavori?
Ciao e complimenti
Marcello
http://costasmeraldagarden.blogspot.com/
Ciao Marcello,
ReplyDeletegrazie mille per il commento! Ho dato un'occhiata al tuo blog e mi sembra davvero interessante:ammetto con rammarico di non aver ancora visitato la tua bella Sardegna ma, con tristezza, sono stata testimone mio malgrado della distruzione del Veneto pezzo a pezzo. Non sono una romantica che si schiera contro il progresso, sono solo assolutamente convinta che ci siano tante forme di progresso e che la direzione scelta dalla maggior parte delle regioni italiani sia stata e continui ad essere devastante. Concordo con te nel credere che sia attraverso il confronto e la comunicazione che si possa sensibilizzare le comunita' a riprendere coscienza del ruolo fondamentale che hanno nel preservare e sviluppare armoniosamente il paesaggio attorno a loro. Grazie ancora! Saluti